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Europa: verso uno spazio comune dei movimenti di lotta per la casa
Più di 150 persone provenienti da una quindicina di paesi europei hanno seguito con attenzione le presentazioni fatte dai relatori sulle violazioni del diritto alla casa nel vecchio continente.
Con emozione hanno visto le diapositive delle barricate contro le demolizioni dei quartieri popolari di Istanbul, ordinate dal governo turco per scacciare a centinaia di chilometri i rifugiati, soprattutto kurdi, che nel corso dei decenni vi hanno ricostruito case e vita.
I rappresentanti del Coordinamento popolare contro le demolizioni hanno così evidenziato le contraddizioni stridenti di un paese che, per entrare in Europa, anziché rispettare i diritti umani, distrugge case considerate « illegali ».
A seguire Richard Lee, segretario della Federazione Londinese degli Inquilini, ha mostrato il volto nascosto delle Olimpiadi di Londra del 2012: accelerazione delle privatizzazioni del settore abitativo e demolizioni delle case popolari per fare posto a insediamenti sportivo-commerciali e residenze di lusso. L'esempio più lampante è forse Elephant Castle, da dove gli inquilini dovrebbero essere trasferiti nelle periferie di Londra senza nessuna consultazione.
Dall'est è arrivata invece la testimonianza di Evgueny Kozlov, Coordinamento dell'Unione dei Soviet della Federazione Russa, sulla crescente mobilitazione popolare contro il nuovo Codice dell'alloggio, che vorrebbe concludere entro il 2006 il processo di privatizzazione del settore abitativo, e contro il taglio dei sussidi per la casa. Sul banco degli accusati le speculazioni sulle parti commerciali comuni degli immobili, oltre agli sfratti che, di fronte all'impossibilità di sostenere i costi delle manutenzioni di un patrimonio immobiliare fatiscente, anche in Russia cominciano a colpire.
Dall'Ungheria, già nel futuro della transizione politico-economica, Imre Gajda, della Fondazione Sorgente di Vita per la Difesa dei Giovani, ha diffuso i dati della crisi alloggiativa: 15.000 sfratti pendenti, in gran parte per morosità, a cui è stato dato il via libera dal 1 aprile 2006, scadenza della tregua invernale. La Campagna Sfratti Zero, lanciata nell'ottobre 2005, ha sottolineato, è un importante punto di convergenza che può svilupparsi ulteriormente ponendo il rispetto del diritto alla casa tra le condizioni per la completa adesione del paese all'Unione europea.
Peraltro, il processo di costruzione dell'UE sta costando caro agli abitanti di Bruxelles, ha denunciato Denis Uvier, Solidarités Nouvelles, in termini di aumento dei prezzi immobiliari e di sfratti per lasciare spazio alle istituzioni, alla ricca burocrazia europea e ai servizi connessi. Si tratta di una crescente precarietà abitativa contro cui stanno lottando, con occupazioni e progetti di autorecupero, cercando alleanze anche con le autorità locali per far dichiarare i territori « Zone di protezione degli inquilini in difficoltà ».
Sotto accusa ancora l'Unione Europea che, pur non avendo formalmente nessuna competenza in materia abitativa, in realtà ha un peso determinante nel favorire i processi di gentrification dei centri storici. La denuncia arriva da José Garcia Cebrian, rappresentante del comune di Siviglia, che ha mostrato come un progetto Urban ha contribuito a sfrattare gli sfollati della Guerra civile spagnola dai corrales che avevano costruito nel centro storico della città. Interessante il partenariato stabilito tra la Lega degli Inquilini la Corriente, che blocca gli sgomberi e occupa le case sfitte, e l'amministrazione di sinistra di Siviglia che ha istituito un ufficio contro il mobbing immobiliare.
Ancora partenariato conflittuale sotto i riflettori, questa volta a Roma, con l'intervento di Renato Rizzo, Unione Inquilini. Questo rapporto ha recentemente portato all'approvazione di una delibera programmatica per la realizzazione di decine di migliaia di case popolari al fine di rendere concreta la dichiarazione di « città libera dagli sfratti » siglata dal comune con la missione UN-AGFE nel marzo 2005. Questo non toglie che continuino le battaglie contro le privatizzazioni del settore abitativo pubblico e la resistenza agli sgomberi, nonché l'occupazione di case abbandonate e autorecuperate, come nel caso della cooperativa Vivere 2000.
Più politico l'intervento della greca Eleni Portaliou, Donne per un'altra Europa, a sottolineare il ruolo di governi e istituzioni sovranazionali, tra queste la Nato, nel determinare conflitti di altro tipo, che portano a guerre distruttive, come nell'ex Yugoslavia e in Irak, di città e convivenze, da cui deriva la necessità di costruire ponti interculturali e giornate della solidarietà.
In sintesi, gli interventi hanno mostrato come la variante europea della globalizzazione neoliberale stia provocando effetti negativi simili sugli abitanti delle diverse città. Nel contempo, le associazioni e i movimenti sociali urbani stanno reagendo in forma diversificata, organizzando la resistenza, proponendo soluzioni autogestite o in partenariato, dimostrando la capacità di costruire alternative sostenibili, ma anche l'impossibilità di ottenere risultati duraturi soltanto sul piano locale o nazionale Perciò la costruzione dell'Unione Europea non può essere delegata ai fautori della direttiva Bolkenstein, che attacca i servizi pubblici, compreso il settore abitativo, ma che dovrebbe essere rilanciata sulla base del protagonismo dei suoi abitanti, migranti compresi, con politiche pubbliche capaci di soddisfare i diritti.
Per queste ragioni è stata raccolta con notevole interesse la proposta IAI, presentata da Cesare Ottolini, di rafforzare la costruzione di uno spazio comune di solidarietà internazionale dei movimenti sociali urbani, attualmente sottoscritta da oltre 200 entità di più di 35 paesi. Si tratta di una proposta da sviluppare con dinamiche locali/nazionali/internazionali catalizzate da scadenze comuni. Tra queste, le Giornate Mondiali Sfratti Zero del prossimo ottobre 2006, con particolare riferimento alle iniziative programmate il 2 da IAI a Napoli (Italia) dove UN-Habitat svolgerà la celebrazione ufficiale della Giornata Mondiale dell'Habitat, e l'Assemblea europea degli abitanti, che potrebbe essere organizzata tra il 2007 e il 2008 in occasione del Foro Sociale Europeo. Nel frattempo, saranno organizzate iniziative volte a costituire un sistema di allerta internazionale sulle violazioni del diritto alla casa, per sostenere e sviluppare ulteriormente le Campagne Sfratti Zero, e un'attività puntuale contro le privatizzazioni e la liberalizzazione del settore.
Con queste premesse, le reti internazionali per il diritto alla casa e alla città hanno successivamente presentato un Appello all'azione inserito nel calendario delle mobilitazioni decise dall'assemblea dei movimenti sociali del FSE.
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Clicca qui per conoscere l'Appello all'azione per il diritto alla casa presentato all'assemblea dei movimenti sociali del FSE (Versione tedesca, Versione portoghese, Versione russa, Versione polacca, Versione greca).
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