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Francia: fine della tregua delle espulsioni

L’Humanité, 17 marzo 2008È stata la sua prima azione da sindaco, venerdì: emettere un’ordinanza in cui si precisa che “la città di Bobigny è dichiarata zona di protezione degli inquilini in difficoltà economica”. Eletta domenica scorsa, già al primo turno con un importante 54,77% dei voti, ila sindaca comunista Catherine Peyge era succeduta a Bernard Birsinger, morto improvvisamente il 25 agosto 2006 nel corso di un dibattito per la questione della casa a Bunus (Pirenei-Orientali).

Una baraccopoli del Ventunesimo secolo. Nella banlieue di Parigi

Quasi 4mila persone vivono in estrema povertà alla periferia della capitale francese. Ma ottanta persone potranno presto avere una casa vera.

La crisi degli alloggi: questioni e lotte che segnano l’elezione presidenziale in Francia

In occasione di una spettacolare azione a favore dei senzatetto del canale Saint Martin a Parigi, nella veglia di Natale 2006, rilanciata in continuazione da tutti i media, e nella circostanza della morte dell’Abbé Pierre, la questione degli alloggi si è imposta nella campagna elettorale presidenziale 2007.

Okupas contro matones. La guerra immobiliare di Barcellona

Nel capoluogo catalano sono oltre 300 gli “squat”. La questione “occupazione” a pochi mesi dalle municipali di maggio.

Quando l’Olimpiade minaccia i londinesi

A Londra fervono i preparativi per le Olimpiadi del 2012. Per evitare, a tempo, che si ripetano gli errori delle edizioni precedenti. Ma già se ne commettono altri.

Sfratti forzati, gli europei si mobilitano

Pressioni, ricatti, intrighi: i proprietari di casa ricorrono spesso al “mobbing immobiliare” pur di sbarazzarsi degli inquilini. Un fenomeno che, in Spagna, ha assunto proporzioni preoccupanti.

Alloggi: la via scozzese

La Scozia ha deciso di sradicare il malalloggio entro il 2012 imponendo ai comuni un obbligo di risultati. Primo bilancio incoraggiante.

Solidarietà alle popolazioni asiatiche colpite dallo Tsunami

Di fronte al disastro apocalittico che ha sconvolto gran parte dell’Asia, l’Alleanza Internazionale degli Abitanti chiama i movimenti sociali urbani e tutto il movimento altermondialista a manifestare concretamente la solidarietà alle popolazioni colpite. Rimbocchiamoci le maniche adesso, mettendo subito a disposizione le nostre conoscenze di costruttori di città per rimettere in piedi i villaggi di pescatori, le baraccopoli, i quartieri popolari distrutti dallo Tsunami perché, altrimenti, c’è il rischio che nessuno lo farà.